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Come ti vedo bene, hai fatto qualcosa al viso?

Negli ultimi mesi vi sarà sicuramente capitato di sentire parlare di armocromia, consulenza di immagine e style coaching.

Ma cosa significano queste parole? In cosa consiste una consulenza di immagine?

La consulenza di immagine può essere considerata come l’insieme dei servizi che studiano e analizzano l’immagine personale al fine di individuare i colori, le forme e lo stile che valorizzano al meglio le caratteristiche di ogni persona, dall’armocromia all’analisi della body shape, dallo studio delle forme del viso alla definizione del guardaroba ideale. 

Se vi state chiedendo quali sono le motivazioni che spingono molti a rivolgersi ad un consulente di immagine le risposte possono variare da persona a persona: alcuni vogliono semplicemente valorizzare la propria immagine perché spesso non si sentono a proprio agio oppure non sono in grado di uscire dalla tanto amata “confort zone”, alcuni desiderano un look diverso a seguito di un cambio di carriera o dopo la fine di una storia, alcuni ricercano uno stile personale che li differenzi dagli altri e metta in luce la personalità, infine poi ci sono le persone che cercano di comunicare se stessi, i propri valori e il proprio modo di essere attraverso l’immagine.

Nonostante il mondo della bellezza e della moda siano spesso considerati frivoli e leggeri dovete sapere che la comunicazione non verbale rappresenta oltre l’80% di quello che comunichiamo. Ecco perché la nostra immagine assume un ruolo fondamentale, in grado di comunicare anche laddove non arrivano le parole. La ricerca di un’immagine coerente con il nostro essere diventa quindi un modo di comunicare da non sottovalutare affatto. Non significa essere superficiali o cercare di apparire diversi, al contrario significa voler esprimere noi stessi al meglio, sentirci a nostro agio e più sicuri di noi. Quante volte grazie ad un semplice abito o ad un nuovo taglio di capelli ci siamo sentiti bene? 

Parlare quindi del concetto di immagine fine a se stessa è riduttivo e ormai superato. Comunicazione è la parola chiave da cui non si può prescindere. 

L’abito quindi fa il monaco oppure no? Lascio a voi la riflessione.

Quello che vi posso confermare è che la missione del consulente di immagine, quindi anche la mia, è di fornire gli strumenti concreti per intraprendere un vero e proprio percorso di sviluppo personale.

L’obiettivo finale? 

Sentirsi in armonia con il proprio aspetto esteriore che è indissolubilmente legato alla nostra interiorità ovvero sentirsi a proprio agio e valorizzati in ogni situazione.

L’analisi del colore 

L’analisi del colore, che oggi ha definitivamente spopolato e viene spesso definita armocromia, rappresenta a mio parere lo step fondamentale e propedeutico all’intero percorso di consulenza di immagine. 

Sapete da dove nasce questo termine? La brava Rossella Migliaccio, per la quale nutro molta stima professionale e che mi ha personalmente formata ed introdotta a questo mestiere, ha coniato questo termine per indicare un’analisi del colore finalizzata a determinare una palette di colori in grado di valorizzare ciascuno di noi nel rispetto dei nostri colori naturali, in poche parole un inno all’armonia.

Vi è mai capitato di sentirvi dire “come ti vedo bene oggi, hai fatto qualcosa al viso?” o, viceversa, “mi sembri stanco, hai risposato male?” Ecco questi sono semplici esempi che chiariscono ancora di più il concetto di palette ideale, nel primo caso indossavate un colore della vostra palette, nel secondo un colore sbagliato.

L’individuazione dei colori personali si basa su un metodo piuttosto scientifico: attraverso l’accostamento al viso di alcuni drappi colorati selezionati dal consulente, si identificano le principali proprietà del colore ovvero la temperatura (sottotono caldo o freddo), l’intensità, il valore cromatico, il grado di brillantezza e altri aspetti significativi delle caratteristiche naturali della persona. La parte difficile, che a mio parere rappresenta proprio il valore aggiunto che ogni consulente dovrebbe saper apportare, è dare indicazioni al cliente non solo in merito alla palette ideale ma anche delle alternative in contrasto (non in palette) che possono valorizzare la persona in modo diverso, disarmonico.

Infatti, nonostante concordi assolutamente con la maggior parte dei concetti che sostengono la teoria dell’armocromia, in questo periodo mi sono ritrovata a pensare a cosa significa realmente nella quotidianità la ricerca del colore perfetto (e quindi della perfezione). Mi chiedevo: vogliamo davvero vivere una vita in palette dove ogni cosa é studiata per risultare armoniosa giorno dopo giorno, a lavoro, all’aperitivo, a casa in pigiama?

Prigioniere della palette?

Non fraintendetemi io sono una fan delle palette e adoro giocare con i colori ma ci sono giorni in cui mi va di apparire armoniosa e altri giorni o situazioni in cui scelgo di fare l’esatto contrario. Lo “scelgo” io, perchè mi va così! O più spesso, perché ho un obiettivo comunicativo diverso.

Mi spiego meglio facendovi un esempio: essendo io una palette “summer soft” i colori accesi e brillanti non mi rendono giustizia e dovrei indossare colori pastello per la maggior parte del mio tempo, tuttavia in certe occasioni non ho voglia di sentirmi un bonbon color cipria e lavanda ma piuttosto una guerriera in total black o, perchè no, una “femme fatale” in rosso. Nonostante sia perfettamente consapevole che queste scelte non valorizzino i miei colori a volte ritengo più azzeccato e più giusto per me un look diverso che non rispecchia la mia palette ma rispetta il mio umore e lo stile che voglio rappresentare in quel preciso momento.

Se siete già fan dell’armocromia vi è mai capitato di sentirvi prigionieri della palette?

Armonia significa bellezza naturale ma a mio parere non dobbiamo lasciarci imporre “passivamente” una palette che limita la nostra creatività, o almeno non 24/7. Dobbiamo imparare a valutare le situazioni: ci saranno occasioni per essere in palette e altre dove vogliamo mostrare un altro lato di noi diverso dall’armonia.

Che ne dite? Armocromia batte stile? O stile batte armonia? O forse il fatto di conoscere la propria palette è solo un’arma che abbiamo a disposizione e non significa doverla usare sempre?

Liberi di osare

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Qualcuno molto più saggio di me diceva che la conoscenza ci rende liberi, in questo caso per me significa liberi di giocare con la palette ma soprattutto liberi di osare e sperimentare! 
E sufficiente applicare una regoletta? Mh.. secondo me no. La teoria dei colori è scienza, lo stile è un’altra storia. Ed ecco a cosa servono i consulenti di immagine.

Non ci si limita all’analisi del colore perché ora va di moda, la consulenza è un processo complesso, non sempre veloce e quasi mai facile. Non si limita ad analizzare forme e colori, il percorso richiede sforzi e sacrifici per far proprie tutte le conoscenze, le tecniche e le teorie e, soprattutto, occorre impegno costante per raggiungere gli obiettivi desiderati.

Quello che cerco di trasmettere ai miei clienti è proprio questo concetto: la consulenza di immagine non è finalizzata solo ad ottenere un aspetto migliore e apparire ma ha uno scopo a mio parere molto più profondo: comunicare al mondo chi siamo.

Questo è il mio pensiero.. E voi cosa ne pensate?

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